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Uno stop al mercato libero di energia e gas.

a cura di Fabrizio Mastroianni

Il Governo rinvia di un altro anno (fino a giugno 2019) la fine del mercato "tutelato".

Con un emendamento inserito nel ddl Concorrenza, il Governo rinvia di un altro anno (fino a giugno 2019) la fine del mercato "tutelato". La giustificazione: "Vogliamo evitare l'aumento delle bollette, altrimenti il passaggio sarà sospeso".

Si tratta del rinvio di un anno della fine del "mercato tutelato", che verrebbe così spostato dalla metà del 2018 al giugno dell'anno successivo.

In altre parole, il Governo teme che la fine del mercato "tutelato" porti a un aumento dei costi per i consumatori. Una tesi condivisa dell'Autorità per l'energia e il gas: nel suo ultimo documento sui mercati dell'energia, l'Authority scrive che "le rilevazioni relative alla spesa sostenuta dai clienti domestici sul mercato libero sembrano attestarsi su valori mediamente più elevati rispetto ai regimi di tutela". In altre parole, passando al mercato libero si spende di più.

Sarà anche per questo, scrive ancora l'Autorità per l'energia, che il consumatore non si fida: il 68% delle famiglie non ha ancora lasciato il mercato tutelato a causa della "limitata conoscenza delle del mercato, probabilmente a causa di una parziale fiducia nei mercati stessi o semplicemente per indifferenza al tema". L'Autorità sottolinea anche la "minore appetibilità per i venditori": in pratica, guadagnandoci poco gli operatori non hanno grande interesse a farsi la guerra a colpi di offerta (come avviene invece per la telefonia) per conquistare nuovi clienti. Tanto è vero che il livello di concentrazione nel mercato domestico rimane elevato, con il primo operatore che mantiene una quota di mercato attorno al 50 per cento. Anche se gli operatori sostengono che la quota del 32% di famiglie che hanno cambiato almeno una volta operatore è tra le più alte d'Europa.

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