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Roaming in Europa, cosa cambia.

a cura di Fabrizio Mastroianni

Dal 30 aprile tutti gli utenti risparmiano tanto, sulle tariffe telefoniche, in roaming in Europa. Ma risparmiano ancora di più coloro che studiano le offerte degli operatori e attivano quella più adatta alle proprie esigenze. Gli operatori stanno infatti reagendo al diktat dell'Europa, sul costo di chiamate, sms e internet quando si usa il cellulare in un altro Paese dell’Unione. E lo fanno differenziandosi tra loro, per tariffe e approccio:

 

3 Italia
3 Italia è il solo operatore a stabilire una tariffa tutto a consumo di default, valida cioè se l’utente non fa niente (non attiva offerte opzionali). È anche il solo a non avere canoni giornalieri. Paghiamo quindi 21,09 cent al minuto per chiamate uscenti, 1,4 cent al minuto per quelle entranti, 7,32 cent per sms e 24,4 cent al MB. Interessante che la tariffa sia al secondo, mentre in passato avremmo avuto scatti anticipati minuto per minuto. La tariffa opzionale (Europe Pass) invece prevede uno scatto alla risposta di 30 cent a chiamata e per sessione di navigazione e poi non ci sono limiti teorici (in effetti c’è un tetto che l’operatore definisce “antifrode” di 500 minuti per le chiamate e 500 MB per sessione). In linea di massima, conviene attivare quella opzionale (che comunque, come detto, non ha canoni).
Pro: il solo operatore con offerte dove telefonate e traffico sono virtualmente senza limiti dopo lo scatto.
Contro: L’assenza di offerte a canone può lasciare scoperte le esigenze di chi fa molte telefonate e sessioni internet.
 
Tim
Tim ha un doppio costo a pacchetto, 3 euro al giorno quando usiamo chiamate (100 minuti in ricezione e altrettanti in uscita) o sms (100); uguale il costo giornaliero per internet (300 MB). Paghiamo uno o l’altro (o entrambi) nei giorni in cui facciamo in roaming quella tipologia di traffico. Sono due le tariffe opzionali, adatte a soggiorni più lunghi. Tim in Viaggio Full prevede 200 minuti, 100 SMS, 500 MB al giorno e un costo giornaliero di 4 euro, addebitato solo in caso di effettivo utilizzo. Per soggiorni ancora più lunghi c’è “TIM in Viaggio Pass”, valido 10 giorni dal primo utilizzo all’estero: 500 minuti, 500 SMS e 1 Giga 4G validi in Europa e negli Usa. Il costo dell’offerta è 20 euro.
Pro: un’offerta molto ampia, con parecchie possibilità per le diverse esigenze e durate di viaggio.
Contro: i costi giornalieri sono più alti rispetto a offerte analoghe dei concorrenti.
 
Vodafone
L’operatore al momento si distingue con una offerta di default piuttosto economica: 6,1 cent al minuto per le chiamate in uscita, 1,4 cent al minuto per le chiamate in entrata, 2,44 cent per ogni SMS inviato, 6,1 cent per ogni MB, più la propria offerta nazionale. Chi ha tariffa nazionale che include minuti, sms o dati pagherà insomma solo quel costo, piuttosto ridotto. Per chi in Italia paga a consumo, il  costo complessivo non sarà comunque superiore a: 23,2 cent al minuto per le chiamate in uscita; 6,1 cent al minuto per le chiamate in entrata, 7,3 cent per ogni SMS inviato; 24,4 per ogni MB. Opzionale è Smart Passport, 3 euro per ogni giorno di utilizzo con 60 minuti, 60 sms e 200 MB.
Pro: molto economica l’offerta di default a consumo.
Contro: un pacchetto opzionale, anche se la compagnia fa sapere che sta per lanciarne altri.
 
Wind
Ancora diverso l’approccio di Wind, che fa pagare di default 2 euro al giorno in caso di utilizzo di traffico all’estero, per 15 minuti di chiamate in uscita, 15 minuti in entrata, 15 sms, 50 MB di internet. Ci sono pacchetti per chi ha bisogno di fare più traffico: per le ricaricabili, 2,5 euro per ogni giorno di utilizzo per avere 30 minuti, 30 sms e 50 MB. Per chi ha un abbonamento Wind Magnum, in 15 euro al mese ci sono mille minuti e mille sms in roaming, altrettanti 
di traffico dall’Italia verso l’estero, 3 GB di dati.

Pro: molto economica l’offerta giornaliera di base.

Contro: l’offerta a pacchetto giornaliera lascia scoperte le esigenze di chi deve fare molto traffico.

 

 

 
 


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