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L'Agcom contro le compagnie telefoniche.

a cura di Fabrizio Mastroianni

Abolite le tariffe a 28 giorni su rete fissa.

Con una delibera pubblicata in questi giorni, Agcom abolisce le tariffe a 28 giorni su rete fissa, telefono, Adsl o fibra ottica, imponendo che i canoni debbano essere solo mensili. L'Autorità garante delle comunicazioni chiede quindi a Vodafone e Wind di cambiare le proprie offerte, anche per gli utenti già attivi. Chiede invece a Fastweb e Tim di bloccare il passaggio annunciato (ma ancora non attivo) a offerte a 28 giorni e concede 90 giorni agli operatori per adeguarsi.

Tutti gli operatori, su fisso e mobile, sono passati o stavano passando, infatti, a questo tipo di tariffazione, che fa scattare l'addebito ogni quattro settimane invece che ogni mese. Con un rincaro del 8,6%  e un rischio - questa la motivazione dell'Autorità - di una ridotta trasparenza tariffaria per gli utenti. In sintesi con questo "giochino" gli operatori di telefonia guadagnano una mensilità in più all'anno intendendosi fatturati 13 rinnovi anzichè 12 all'anno.

Agcom invece impone su cellulare che le tariffe siano solo al minimo a 28 giorni, ma gli operatori devono avvisare gli utenti via sms dell'avvenuto addebito (appunto, per migliorarne la trasparenza). In caso di offerte ibride (fisse-mobili), vale invece il principio della tariffazione mensile. L'impatto maggiore ci sarà quindi sugli utenti Vodafone e Wind, che per primi avevano adottato questa tariffazione.

Inevitabile attendersi un ricorso al Tar da parte degli operatori che di certo non intendono rinunciare ad un consistente aumento di fatturato ancorchè generato da un'operazione "furbetta".

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